La Mole, simbolo di Torino


Ne abbiamo parlato, l'abbiamo mostrata e continueremo a farlo. La Mole Antonelliana resta e resterà il simbolo di Torino. Qui nella versione natalizia con l'illuminazione donata da Iren per i 110 anni di vita (Iren è infatta nata nel 1907 come Azienda Elettrica Municipale - AEM).

Ancora un po' di Mole:

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Pubblicato il 17/01/2018

La Mole Antonelliana di Lego

Poteva mancare il simbolo di Torino nel nuovo negozio Lego da poco aperto in via Roma quasi all'angolo con piazza Carlo Felice

No, certamente non poteva. 

Così nella vetrina dello store monomarca più grande di Italia trionfa una Mole Antonelliana costruita con più di diciottomila mattoncini della famosissima casa danese.

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Pubblicato il 10/12/2017



Quella scatolina alla fermata GTT 257 Legnano

Non sappiamo cosa significhi e quali ragioni ci siano dietro la piccola scatola di color verde applicata alla base della fermata ATM GTT 257 Legnano in corso Re Umberto all'altezza del numero 36.


Una piccola scatola, con disegnato quello che sembra essere un trifoglio. Misteriosa ed intrigante.

Non so quanti abbiano aperto lo sportellino. Dentro un soldatino, anzi, quella che sembra essere la sagoma di un giocatore (un ometto) di un calcio balilla (o biliardino).

Un ometto però non dei calciobalilla da bar o da sala giochi ma piuttosto di quelle versioni più piccole e casalinghe.



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Pubblicato il 02/12/2017

Un sentiero nei boschi da Torino a Superga


Il sole lo percepirete soltanto perché la passeggiata è interamente nei boschi,  la vegetazione in cui è immersa la collina è fittissima: vedrete la luce filtrare tra le foglie e gli intrichi di fusti, rami e rovi, raggi obliqui che attarversano la penombra. 


Ad accompagnare i vostri passi sotto le querce ed i castagni il rumore dell'acqua che scorre, versi  e fruscii,  infiniti segnali di una fauna che c'è ma che raramente riuscirete a scorgere. E alla fine della salita, la basilica di Superga e lo spettacolare panorama che da lì si apre su Torino.


Il sentiero che abbiamo scelto di seguire, tra i tanti possibili su questo versante della collina,  è il numero 29. Si parte da corso Casale, al confine tra Torino e San Mauro e si cammina per tre chilometri e 400 metri circa. Il dislivello è di 440 metri, 215 alla partenza e 670 all'arrivo sull'ampio piazzale che raggiungerete dopo aver incontrato l'ex Istituto Provinciale per l'Infanzia, la stazione della tranvia Sassi-Superga e il Centro Visite del Parco della Collina Torinese


Impiegherete circa un'ora e trenta, alcuni tratti sono piuttosto ripidi ma l'incanto del percorso e la meraviglia della cima valgono la fatica.
Siamo nel cuore delle Areee Protette del Po e della Collina Torinese, il sito Unesco Riserva della Biosfera CollinaPo, il terriorio comprendente 85 Comuni  riconosciuto nel 2016 a Riserva MAB – Programma Man and Biosphere.


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Pubblicato il 02/08/2017

Quel rosa di via Carlo Alberto e via Cavour


Restano, piacevolmente e sorprendentemente, rosa la cabina telefonica di e la buca delle lettere tra via Carlo Alberto e via Cavour.

A mesi di distanza dal corteo del 1 maggio durante il quale sono state dipinte per protesta il loro gradevole rosa continua a dare un po' di vivacità a due cose che, seppur funzionali, sono sempre un po' tristi. C'è da augurarsi che di questo colore restino.

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Pubblicato il 29/07/2017

Le Notti Bianche di Hiroshi Sugimoto alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Le Notti Bianche di Hiroshi Sugimoto alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Teatri storici italiani visti con gli occhi di Hiroshi Sugimoto. Immagini in bianco e nero che catturano il visitatore-spettatore di una rappresentazione che non c’è, o che almeno non si vede e che si può soltanto immaginare: palcoscenico vuoto, lo spettacolo è intorno, la cornice diventa protagonista, le architetture definiscono l’immagine.

Le Notti Bianche dell’artista giapponese sono assolutamente impedibili. La sua nuova serie di fotografie scattate da Torino a Parma, da Bologna a Mantova è in mostra in anteprima internazionale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

A cura di Filippo Maggia e Irene Calderoni, fino all’1 ottobre.

Le Notti Bianche di Hiroshi Sugimoto alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

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Pubblicato il 28/05/2017

L’arte è rivoluzione, la creatività è “Here”


L’arte è rivoluzione, la creatività è “Here” e la Cavallerizza diventa Irreale

I torinesi, e non solo, si riappropriano di un angolo della città e dei suggestivi ambienti della Cavallerizza Reale (ingresso in via Verdi 9). La creatività è Here, per dieci giorni: fino a domenica 21 maggio la Cavallerizza diventa più che mai Irreale.

Un’invasione di oltre 250 artisti visivi, talk, performance, spettacoli teatrali, concerti... L’arte è rivoluzione, e cambiamento, continuo e perpetuo.

Here vuole essere una forte dichiarazione aperta, da parte di artisti, curatori, cittadini, di voler costruire in Cavallerizza uno spazio di sperimentazione socio-culturale ad uso civico, un polo per le arti e culture contemporanee.




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Pubblicato il 23/05/2017